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Le Grand

 

 

(Tarbes 8 Febbraio 1734 - Marsiglia, 31 Luglio 1809)

Una schiera di compositori e musicisti francesi del XVIII° ha questo cognome (scritto anche così "Le Grand") e siccome al tempo per abitudine si ometteva di apporre nelle partiture sistematicamente il proprio nome, oggi si è generato un alto grado di difficoltà nel discernere la paternità di una partitura. 

Il più conosciuto comunque è Jean-Pierre Legrand, organista e compositore.

Figlio di Pierre Legrand, organista della Cattedrale di Lescar (Béarn), partì da Bordeaux per Parigi, dove lui fu nominato organista di St Germain-des-Prés, il 1° Aprile 1758.

Abbazia di St Germain-des-Prés nel XVII° secolo

Le eccentricità, che sembrano avere caratterizzato il suo lavoro, hanno potuto esasperare anche sua moglie, che sposò nel 1765, e che fu costretta a lasciarlo e chiamarlo in giudizio per gli alimenti (1776 - 1777). 
Nel 1770, anno in cui fu inaugurata l'Opera Royal di Versailles  per il matrimonio fra Luigi XVI e Maria Antonietta, lasciò Parigi per ritornare al suo proprio paese. Certi documenti lo legano alla Cattedrale di Montpellier nel 1779; 

Cattedrale di San Pietro a Montpellier

nel 1780 si trasferì a Marsiglia, dove permase fino alla morte,  in servizio come Maestro di Musica all'opera ed al Concerto. La sua carriera lo ha portato all'apice con l'elezione all'Accademia di Marsiglia (1801).

Un primo libro di Sei sonate per cembalo di Jean-Pierre Legrand, maestro di clavicembalo ed organista dell'Abbazia di Saint Germain-des-Prés, lo rese noto nel 1763/1764: quasi certamente è il lavoro al quale Leopold Mozart si riferì in una lettera di 1 febbraio 1764: 

"Sig. Le Grand, un cembalista francese, ha abbandonato completamente il suo "gusto", e le sue sonate sono completamente nel nostro stile." 

Abbazia di St Germain-des-Prés oggi

Nessuna copia del lavoro è stata trovata, né ha alcuna dell'altra musica attribuita a Jean-Pierre Legrand è stata localizzata: musica orchestrale, mottetti, messe, la cantata L'Hymne des Lys (1783) e cori per l'Athalie di Racine (1792). 

Il solo lavoro sostanziale che supporta il nome di Legrand è un set di PIECES DE CLAVECIN EN SONATES AVEC ACCOMPAGNEMENT DE VIOLON (Parigi, 1755), il cui autore è identificato come organista della chiesa di abbazia di St Rémy di Bordeaux. La musica, certamente inspirata dalla raccolta di Mondoville di 1734, è di qualità alta con temi immaginativi ed una parte di violino indipendente ed attiva che dappertutto impegnano in imitativo il canonico dialogo col clavicembalo. 

Non è impossibile che il compositore sia Jean-Pierre. Musica di tastiera francese di questa qualità era rara in quel periodo qualunque fosse, e la probabilità che vi fossero due Legrands capaci di crearla è assai scarsa. 

Il Legrand che compose L'Amour à la mode, cantatille à voix seule avec symphonie (Paris, dopo 1754), era un insegnante di cembalo che vive nella via di Geoffroy L'Angevin. Nulla nello stile della musica gli impedisce dall'essere il compositore dei Piéces de clavecin en sonates (RISM invece attribuisce ambo le pubblicazioni a Louis-Alexandre Legrand): ma un lungo, impegnato ed unico movimento di sonata sopravissuto a Legrand si trova nelle "20 sonate per cembalo" (Parigi c.1760) caratterizzato da un insistente basso albertino, testimonianza che il compositore, senza ombra di dubbio, è stato influenzato ed assimilava il nuovo stile del momento.













 

Abbastanza migliore sono due manoscritti di set di variazioni composte da un "Legrand" (F-Pc D. 14218). "Les trois roses, ou Les graces", una commedia in tre atti mescolata con piccole arie su parole di Rozoi e musica di Legrand, rappresentata a Versailles il 10 dicembre 1779 (Parigi, 1780), è conosciuta solamente attraverso un annuncio pubblicitario nel Mercure de France (17 gennaio 1780, pg 48).

M. P. Fleury: "Les anciens orgues de la Cathédrale d'Angoulème", Bulletin de la Société archéologique  et histirique de la Charente, 5th ser., XI, année 1889 (Angouléme, 1890), 215-267.

G. Serviéres: "Documents inédits sur les organistes français des XVII-éme et XVIII-éme siécle, Tribune de St Gervais, XXIII (1922); pubblicato separatamente (Parigi, 1924);

J. Bonfils and H. A. Durand: "Legrand", MGG (inclusi i dettagli della biografia)

L. E. S. J. de Laborde: Musiciens de Paris, 1535 - 1792, ed. Y. de Brossard (Paris, 1965).

Grazie alle raccolte de Il Principe del Cembalo, Orlando Bass ha avuto la fortuna di eseguire l'unica partituta per cembalo solo sopravvissuta fino a noi oggi di Jean-Pierre Legrand, e che qui siamo lieti di condividere suonata su strumento reale clavicembalo con tutti gli appassionati di musica di qualità caduta sinora in oblio.

Per il Ciclo

Mani sulla tastiera del Cembalo

Esegue live Orlando Bass

 

 

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