L’Angelo della Morte  

Un esaltato sanguinario della Rivoluzione

Nel momento in cui Louis-Antoine lascia Blérancourt per trasferirsi a Soissons nel collegio degli Oratoriani, c'è una sola persona che si dispera: è mademoiselle Louise­ Thérèse Sygrade Gellé.

Nel 1785, quando Antoine e Thérèse, avevano rispettivamente 18 e 19 anni, le famiglie accettano il loro fidanzamento di fatto, ma non ancora il matrimonio. Antoine focoso non tollera il ritardo poichè Thérèse ha un fascino che non permette rimandi. Snobbando i pareri delle famiglie, i 2 consumano amplessi non troppo segreti, tanto che l'eco giunge alle puritanissime orecchie del notaio Gellé, padre di Thérèse.

Gellé intima alla madre di Saint-Just che si celebri un matrimonio e ampia dote riparatoria, senza indugi. Ma Madame Saint-Just, vedova altera e fredda, non acconsente, ed allora il notaio Gellé trova un'altra soluzione: dopo un fidanzamento affrettato e dopo una doppia dispensa dalle pubblicazioni, obbliga Thérèse ad unirsi in matrimonio con il timidissimo Pierre­Emmanuel-François Thorin, figlio di un altro notaio. E’ la fine di luglio 1786: nel cuore di Saint-Just scoppia l'inferno.

Abbandonato il collegio di Soissons, fugge a Parigi. Vagabondeggia. La madre, sempre più fredda e implacabile, lo fa ricercare, inseguire, arrestare e imprigionare. Infatti è grazie agli amori materni Antoine dall'ottobre 1786 al marzo 1787  resta rinchiuso in carcere.

Solo con la promessa di lavorare e d'iscriversi all'Università di Reims, riesce ad uscire di galera.

A Reims, nel cuore di Antoine scoppia la seconda rivoluzione, e questa volta è quella storica, quella con la R maiuscola, anche se in quel momento non è ancora iniziata ufficialmente, ma che sta ormai crescendo tra i ceti sociali più umili.

Nel 1788, al termine degli studi, Saint­Just conosce il proletariato operaio di molte città, e in modo particolare è legato ai tessitori di Armonville, gli amici di Marat. A Parigi ha modo di conoscere Robespierre,divenendone il suo luogotenente. I compagni di partito che ne apprezzano il sacro furore e il perfetto profilo lo chiamano "l'Arcangelo".

Fra il 1789 e il 1792, è sovente inviato in missione nelle province per riorganizzare le fila del club giacobino.

Passa anche da Blérancourt, dove rivedendo Thérèse, la strappa al suo mediocre marito.

Il 5 settembre 1792, Saint-Just viene eletto deputato dell'Aisne alla Convenzione generale.

Il lunedì 17 settembre 1792, Thérèse lo segue a Parigi.

Ma da questo momento per “l'Arcangelo“ della Rivoluzione si apre l'inferno. Le continue missioni, specie al fronte (sarà lui a denunciare il tradimento del generale Dumouriez), lo allontanano troppo spesso da Thérèse. Ma lo esige la Rivoluzione e Saint-Just obbediente ai suoi ideali parte.

Tuttavia non parte quando lo esige Henriette Le Bas, innamoratissima e possessiva.

Ma "L'Arcangelo" è un fedele: ormai aspetta un figlio e la ratifica del divorzio per poter sposare Thérèse. Quando  finalmente  si  conclude  la "grande campagna del Nord", con la vittoria di Fleurus (26 Luglio 1794), Saint-Just ritorna a Parigi e affitta un appartamento in rue Caumartin per la fine di Termidoro.

Nel frattempo, il 1° di termidoro, Thérèse si trova a Blérancourt per firmare la registrazione dell'ottenuto sospirato divorzio. La gioia è intensa, ma di breve durata. Il 9 termidoro, infatti,  Saint-Just seguiva sulla ghigliottina Robespierre.

E l'appartamento in rue Caumartin rimaneva vuoto.

Alcuni elementi sul Termidoro (capitoli sulla vita di Robespierre e Saint-Just) qui.

A cura di

Arsace da Versailles e Faustina da Versailles

 

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