Il primo gentiluomo della camera del Re, il Marchese di Villequier, uscì dalla Camera del defunto e pregò Jean-Baptiste-Antoine Andouillé du Tremblay, secondo chirurgo del Re, di praticare l’imbalsamazione, di asportare il cuore, di mummificarlo al fine di depositarlo, secondo la consuetudine, in una chiesa di Francia.

Essendo visto lo stato in cui si trovava il corpo senza vita del Re, Andouillé du Tremblay sapeva il rischio di lasciarci le penne. “Io sono pronto – disse al Duca di Villequier – ma mentre io opererò, voi terrete la testa: le usanze lo comandano”.

La putrefazione è tale che il Marchese preferì lasciare la Camera del defunto Re.

Non ci sarà imbalsamazione.

E’ il solo Re di Francia a non aver ricevuto questo omaggio post mortem.

Il cuore di Luigi XV rimase al suo posto e furono dei servitori e degli operai che si occuparono di purificare questi resti pestilenziali, come scrisse Jeanne Louise Henriette Campan (qui sopra), dama da camera di Maria Antonietta.

Tranne i domestici ed i valletti, tutti hanno lasciato Versailles abbandonando il cadavere nella sua tripla bara.

Solo un abate vegliò sul Sovrano morto. Egli si è installato in un angolo, il più distante possibile dalla bara, tenendo un fazzoletto di merletto davanti al naso, mentre una puzza pestilenziale inondava la Camera.

Contrariamente al protocollo usuale, le spoglie Reali non furono deposte su un letto di parata. Nessuna cerimonia fu prevista.

 

Dell’etanolo fu versato nella bara che lasciò nottetempo Versailles, scortata da una quarantina di guardie e di paggi, per esser inumato discretamente e in tutta fretta alla Basilica di Saint-Denis, alfine di evitare le esaltazioni popolari.

Nessun membro della Famiglia Reale, nessun Cortigiano fece la trasferta, ad eccezione del Principe Charles Rohan-Soubise (qui sotto), amico d’infanzia del Re e ministro di Stato.

Al passaggio della carrozza funebre, qualche urlo si fece sentire: “Dagli! Dagli! Guardate che passa il piacere delle dame!” Il termine propriamente pronunciato è “Taïaut!” “Taïaut!”… è un grido di caccia profferto dal cacciatore alla vista di un animale….

Sembrava molto lontano il tempo in cui il Re era soprannominato “il Ben Amato”.

Gli ossequi si svolsero il 12 Maggio 1774.

Se i parigini manifestarono una certa forma di indifferenza all’annuncio del decesso di Luigi XV, numerose testimonianze attestarono una profonda tristezza da parte delle province, che seguirono in gran numero, nel corso della fine della primavera del 1774, le cerimonie organizzate in tutte le città e i grossi borghi di Francia e di Navarra per il riposo dell’anima del Re.

E’ vero che la maggior parte dei francesi del tempo nacque sotto il Regno del Re che era appena morto….

1 - L'inizio della Fine

2 - Il Re ha il Vaiolo

3 - Il Clero al Capezzale del Sovrano

4 - La Candela viene spenta

5 - Gli ossequi discreti

6 - Una successione delicata

 

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