1720              -              1788







Compositore Franco-italiano

(Lunéville, Meurthe-et-Moselle, 16/11/1720 - Firenze, 12/04/1788)

Era figlio di Jacques e Charlotte Bruget, e poco si conosce della sua prima formazione musicale, anche se ci sono indizi che lo fanno pensare allievo di Henry Desmarets.

Il padre era a servizio del Duca Leopold I di Lorena, tornato nei suoi possedimenti dopo la fine della guerra della Francia contro la Lega d'Asburgo, e della Duchessa di sangue Reale, Elisabeth Charlotte d'Orleans, nipote del Re Sole, fra i palazzi a Nancy e Luneville, interessati da continui restauri volti ad ingrandire, ammodernare, ingentilire ed ampliare i castelli pre-esistenti il loro arrivo.

Charle-Antoine rimase con la famiglia a Luneville (qui sopra il Palazzo visto dall'entrata d'onore) fino al 1737, data questa che segnò da un lato l'ascesa al trono imperiale di Francesco di Lorena, figlio primogenito dei succitati Duchi, ma anche l'abbandono definitivo della famiglia ducale Lorena-Orléans delle terre, dovute lasciare definitivamente secondo il volere di Versailles.

Il cambio di casata nel governo della Lorena segnò la perdita del lavoro della famiglia Campion ed il motivo per cui lasciò Luneville per trasferirsi a Firenze.

Qui fu allievo di Giuseppe Tartini, ed assunse successivamente la carica di maestro di cappella nel Duomo di Livorno dal 1752 al 1762, momento in cui si trasferì a Parigi.

Campion ebbe durante il periodo italiano la fortuna di avere molte amicizie aristocratiche, cosa che gli permise di poter vedere allestita ed eseguita la sua opera Venere Placata, su libretto di Marco Coltellini per celebrare lo sposalizio principesco di Giuseppe II d'Asburgo Lorena con Isabella di Borbone-Parma nel 1760.

Nel 1763 probabilmente si trasferì a Firenze, dal momento che, su intercessione di padre Giovanni Battista Martini, con cui condivideva la passione per la musica antica, venne nominato direttamente dal Granduca in persona maestro di cappella di Corte, carica che si sommava a maestro della Cappella del Duomo e del Battistero.

Scegliere Campion per questo ruolo rispondeva alla necessita di ripristinare la vita musicale di corte a Firenze, che i Lorena intendevano ristabilire dopo il declino della Reggenza, cosa che si ampliò con il nuovo Granduca Pietro Leopoldo.

A Firenze, Campion si guadagnò la stima del mondo culturale italiano ed europeo per il suo gusto e per la sua collezione di musiche antiche, seconde solo alla collezione di Padre Martini (qui sotto fattosi dipingere per raccontarsi quale studioso e collezionista).

Tra i coevi che ammiravano Campion (Martini, Nardini etc.) ci fu Charles Burney che nel 1770 ammirò la notevole raccolta di polifonia secentesca posseduta da Campion.

Negli anni 60 a Parigi e ad Amsterdam Campion viaggiò per pubblicare le sue opere supervisionandole, mentre per Londra se ne occupò Walsh.

Il successo fu mondiale, tanto che Thomas Jefferson stesso (qui sotto) collezionò le sonate per violino di Campion, conservate dividendole per tematiche.

Nel 1766 sposò Margherita Perloz Brunet, provetta clavicembalista e pittrice a cui dedicò alcuni lavori per tastiera.

Nel 1770 ebbe modo di incontrare pure il giovane Mozart a Firenze.

Una diatriba afflisse Campion per ben 4 anni, mentre era in carica a Firenze, ossia la querelle con il Marchese Eugenio di Ligniville.

Inizialmente appoggiò la nomina di Campion a maestro delle cappelle unificate, e ottenendo per sé la carica di Sovrintendente alla Musica della Real Camera e Cappella.

Marchese Eugenio di Ligniville

Gli incarichi di loro due erano ben definiti perchè a Campion erano riservate le esecuzioni più complesse, mentre al Marchese residuavano gli incarichi più ordinari e amministrativi, ma nel 1772, mosso da manie di protagonismo e di competitività, Ligniville, non contento della sue competenze, accusò Campion di non essere all'altezza per gestire la cappella sia dal punto di vista musicale e sia dal punto di vista economico.
Campion benvoluto a Corte del Granduca, riuscì a reagire di persona dimostrando le sue capacità con la stesura del Trattato teorico e pratico dell'accompagnamento del cimbalo con l'arte di trasportare in tutti i toni e sopra tutti gli strumenti, dedicato a Pietro Leopoldo (l'autografo è al Conservatorio di Firenze).

Padre Martini si trovava in una posizione difficile in quanto era più vicino al Marchese Ligniville, ma alla fine riconobbe il talento di Campion.

Nel 1776, Ligniville, a causa della sua spocchiosità ed esuberanza fu cacciato, mentre Campion rimase in carica, coperto di onori fino alla morte nel 1788, fra l'altro anno di dipartita pure del Marchese il 10 dicembre.

Campion deve la sua notorietà a 35 sonate a tre, che in differenti raccolte e spesso restaurate, sono state pubblicate in un'epoca segnata dal progressivo superamento del genere con quello della sonata a solo.

Legato ad uno stile conservatore, Campion si riallaccia alla tradizione strumentale dei primi anni del settecento, per la peculiarità di una elaborata scrittura contrappuntistica che quasi mai consente agli strumenti solisti di emergere in rilievo. Tuttavia parte della sua musica consente un nesso fra questo stile di inizio Settecento con quello classico.

Tripartita è la struttura delle sonate (Allegro (imitativo o cantabile), Allegro (fugato o in forma-sonata), Allegro (tempo di danza o rondò). 

Il movimento centrale, quello di norma più ampio e complesso, porta alla luce la forma più matura della forma-sonata tripartita, in cui l'esposizione, sviluppo e ripresa sono equivalenti per estensione.

Notevoli le sonate Opera V e VI dove l'ornamentazione e l'esteriorità delle sonate pregresse cedono il passo ad una cantabilità maggiore, all'impiego variato dell'armonia (cromatismi e modo minore in funzione espressiva) ed una maggiore evidenza solistica del I violino rispetto al II ed al basso.  Le Sonate per cembalo ed archi di Campion evocano il maestro Tartini in quanto presentano un acceso cromatismo, cosa molto apprezzata al tempo in quanto ottennero molto consenso anche all'estero.

Alle produzioni austere strumentali, deve affiancarsi la musica sacra dove un imperante contrappuntismo ammanta  i lavori composti per celebrazioni religiose e occasioni di Corte.

Si possono ricordare il Requiem per la morte dell'Imperatrice d'Austria Maria Teresa d'Asburgo (qui sopra) del 1781, dopo aver pensato anche al Requiem per la morte dell'Imperatore Francesco I di Lorena, suo marito nel 1766. Si ricorda anche un Te Deum per la nascita di Francesco II d'Asburgo nel 1768. Tuttavia, malgrado queste citazioni, la musica vocale sacra non è stata ancora pienamente rivalutata e scoperta.

Oltre alla Venere Placata, esiste anche un'opera incompiuta intitolata Etruria Fortunata, non conclusa a causa della sopraggiunta morte e dedicata al Granduca Pietro Leopoldo di Firenze.

Qui presentiamo in prima assoluta mondiale dalla raccolta di

VI Sonate per cembalo 1763

Orlando Bass, live al cembalo

  

Allegro con Spirito

Andante

Allegro Alquanto

    

Qui Video dinamici delle riprese live orizzontali

Qui Video dinamici delle riprese live verticali

Composizioni Pubblicate

6 libri di Sonate per 2 violini e clavicembalo o violoncello (op. 1- 6, Londra, circa 1756-1765, con successive ristampe francesi ed olandesi, sino al 1780);

6 Divertimenti o duetti per violino, violoncello, Op.7 (Londra, 1770);

6 Sonate o duetti per 2 violini, Op.8;

6 Duetti per violino e violoncello, Op. 9;

6 Sonatas for the harpsicord (Londra, 1763);

Manoscritti

Azione scenica Venere Placata (libretti M. Coltellini; Livorno, 1760);

Cantata T’amo bell’idol mio;

Messa (1780);

Requiem (1781);

Te Deum, 2 offertori, 3 responsori;

Concerto per oboe; sonate, duetti, trii;

Trattato teorico e pratico dell’accompagnamento del cimbalo.

Bibliografia

F. Torrefranca, Le origini del romanticismo musicale, Torino, 1930;

C. Floros, Charles-Antoine  Campion als Intrumentalkomponist, Diss., Univ. Vienna, 1955;

Idem, Charles Antoine Campion in “Rivista di Livorno”, 1955;

Idem, L’opera strumentale di Charles Antoine Campion, ibidem, 1959;

Idem, in MGG suppl.;

M. Fabbri e E. Settesoldi, Precisazioni biografiche sul musicista pseudo livornese Charles-Anotine Campion. In RIDM, 1968.

A cura di

Handelforever Staff

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