Il dominio di Courances è il risultato di una storia la cui la genesi risale nella metà del XV° secolo. 

Inizialmente identificato durante il Medio Evo come una signoria, questo era un insieme di campi agricoli e boscosi a cui erano associati diritti economici, fiscali e giudiziari. 

Courances non offre ancora l'aspetto di villaggio. La Guerra dei Cento anni ed i disordini economici e demografici che ne seguirono, costrinse le ultime famiglie nobili che la detenevano a vendere Courances ad una famiglia di borghesi parigini, i Lapite, nel 1460. 
Questi detennero Courances per un secolo circa.

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Verso 1530-1540, Étienne Lapite aveva dotato la casa medievale di una galleria, dipinta in verde, che si affacciava verso il giardino.  Era il periodo dove Francesco I° le metteva a Fontainebleau e nei suoi dintorni alla moda e dove numerosi signori del suo seguito acquistavano delle proprietà nella regione.

Uno di essi, Corne Clausse, segretario dei comandi del Re (antica carica di segretario di stato), già detentore della signoria vicina di Fleury-en-Bière, acquisì la proprietà di Courances nel 1548. 

Gli si deve, così come ai suoi figli e nipoti - di cui parecchi furono Intendenti delle Acque e Foreste - la prima vera politica di pianificazione paesaggistica ed idraulica di Courances.
L'entrata di Courances nel patrimonio dei
Gallard nel 1622, nobilitò Courances allo stesso livello delle grandi proprietà dei Parigini fortunati dell'alta amministrazione reale. 

Di origine orleanese, vero uomo che si è fatto da sè nella gestione di beni sequestrati alla giustizia, Claude I Gallard, aveva scelto il dominio di Clausse parzialmente rovinato, per illustrare nella terra dell'Ile-de-France ogni nuova riuscita sociale. 

Con Claude I, poi con suo figlio Claude II Gallard, lo sfruttamento agricolo a Courances passa in secondo piano rispetto il progetto teso ad una realizzazione di abbellimento e di consenso. Per una politica tenace di acquisto di particelle territoriali e la commissione di  grandi lavori architettonici che diedero al castello la sua fisionomia classica, i Gallard rimodellarono Courances. 

La carica finanziaria, a cui si aggiunse il possesso ed la gestione di un hotel parigino, diventò velocemente troppo pesante per la famiglia che aveva abbandonato le lucrative ma oscure funzioni giudiziali di Claude I per entrare nei migliori cerchi della grande magistratura parigina. 
Mentre la proprietà aveva ricevuto l'essenziale delle trasformazioni e miglioramenti che si assegnarono sino alla fine del XIX° secolo, Courances fu presa dai creditori dei Gallard e venduta all'asta nel 1677. 

La caduta della casata Gallard fu attenuata tuttavia da una ramo secondogenito della famiglia che potè ricomprare ed trattenere Courances, e legando, o tessendo abili alleanze con la grande nobiltà di toga parigina, i proprietari di Courances riuscirono a superare l'eccezionale mortalità che sembrava colpirli (infatti nello spazio di quarant' anni, i tre detentori successivi di Courances morirono prima dell'età di 30 anni!). 


Una donna,
Anne-Marguerite-Catherine de Gallard, restituì il suo lustro a Courances nel XVIII° secolo. 

La vedova di Nicolas Potier de Novion si prodigò a restaurare il dominio feudale sulla signoria difatti, richiedendo dei diritti vecchi e dimenticati, restaurando mulini e vivai, ed ingrandendo lo sfruttamento agricolo addossato al castello ed al parco, Courances entrò col matrimonio nel 1768 nel patrimonio dei Nicolay, una molto antica famiglia della grande nobiltà di toga parigina, che deteneva senza interruzione dal XVI secolo il prestigioso impiego di primo presidente alla Camera dei Conti. 

Luogo di villeggiatura a pieno titolo, Courances costituiva un soggiorno apprezzato tanto per il rilassamento dei suoi occupanti tanto per il lavoro del suo proprietario, così come ne testimonia l'esistenza di una bella biblioteca di studio. 

La tormenta rivoluzionaria non risparmiò i Nicolay - padre e figli furono decapitati nel 1794 durante il Terrore - e, per contraccolpo - Courances che fu messa sotto sigilli (1793-1798) fu poi restituita alla famiglia. 

Questa conobbe di nuovo i favori del potere all'epoca della Restaurazione (1815-1830) durante la quale Aymard di Nicolay, il suo proprietario pari di Francia, si industriò per arricchire ancora di più il patrimonio fondiario della proprietà. 

Questo grande aristocratico, preoccupato di istruzione e di igiene - rimunerava egli stesso il maestro ed il chirurgo del luogo - rimase fedele al ramo maggiore dei Borboni quando Carlo X fu cacciato del trono e fu sostituito da suo cugino Luigi Filippo nel 1830. 

Il suo attaccamento legittimista lo indusse a preferire lasciare la Francia per la Svizzera, piuttosto che scegliere l'esilio interno nelle sue terre a Courances, di cui continuava tuttavia di sorvegliarne la gestione, per procura e per corrispondenza. 

Passando il tempo la prospettiva di un ritorno dei Borboni sul trono diventò illusorio, l'allontanamento si tramutò in installazione definitiva all'estero. 

Courances soffrì crudelmente nel suo stato di non più vedere regolarmente il suo proprietario, che non si risolveva tuttavia mai a separarsene. 

Al decesso di questo ultimo nel 1871 a Ginevra, i suoi eredi venderono il dominio al barone di Haber. 

Cinque secoli di storia dei giardini ed un castello due volte Luigi XIII

Un giardino di acqua del Rinascimento

Il parco, dal XVIII° ai nostri giorni

A cura di

Il Principe del Cembalo - Faustina da Versailles

Arsace da Versailles - Rodelinda da Versailles

Arbace - Alessandro - Andrea - Carla

 

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