On Line 18 Settembre 2017

Le sonate per clavicembalo di Philippe Le Roy si inseriscono in un panorama musicale abbastanza complesso, infatti mentre Da una parte i sinfonisti di Mannheim da una parte iniziavano a dominare il panorama musicale parigino (F.Beck, Stamitz, Rigel, Eichner e tanti altri) dall'altra parte lo stile musicale italiano già da qualche tempo era nell'aria.

Il periodo che va circa dal decennio 1759 - 1769 segna profondamente la musica cembalistica del momento: H.F.Raupach, Schobert, Eckard, Rigel, Honauer pubblicano a Parigi le loro sonate per clavicembalo che porteranno a un profondo mutamento delle composizioni per lo strumento a tastiera tanto che, persino il giovane Mozart nei suoi concerti per pianoforte e orchestra utilizza movimenti presi dalle sonate dei sovra-menzionati compositori.

Se si va a verificare il titolo delle opere dei compositori francesi che hanno pubblicato opere per cembalo solo, non vi è più la menzione “Pieces de clavecin”, bensì “Sonates”. Già l'abbè Gravier adotta già il titolo Six Sonates nel 1759.

Le Roy, Virbes, Bayon, Darcis, utilizzano già Sonates, mentre Feyzeau intitola la sua opera "Pieces de clavecin en sonates".

 Stilisticamente le Sonate di Le Roy risentono molto dello stile galante, e del virtuosismo tecnico del momento.

Della vita del compositore si sa veramente ben poco; si può dire che fu un allievo di Wagenseil, e il manoscritto giunto fino in epoca moderna ha visto la sua luce grazie Mr. Huberti dell'Accademia Reale di Musica, ed è l'Oeuvre Premiére, edita da Ceron. Con il privilegio del Re, si presentano qui in Prima Assoluta Mondiale in epoca moderna.

Allegro Assai

Minuetto-Trio

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